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	<title>Un tuffo nel mondo del giornalismo</title>
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		<title>Un tuffo nel mondo del giornalismo</title>
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		<title>Giornalismo investigativo: in arrivo le borse di studio</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 14:35:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mataego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Esiste ancora il giornalismo investigativo in Italia? pare proprio di si, anche se non sono molti i giornalisti che lo praticano. Per incentivare i giovani free lance l&#8217;Ordine dei giornalisti di Milano ha istitutito alcune borse di studio. Ecco tutte le informazioni, reperibili anche sul sito ufficiale dell&#8217;Ordine. L’Ordine dei giornalisti della Lombardia ha istituito [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mataego.wordpress.com&amp;blog=2310155&amp;post=30&amp;subd=mataego&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Esiste ancora il giornalismo investigativo in Italia? pare proprio di si, anche se non sono molti i giornalisti che lo praticano. Per incentivare i giovani free lance l&#8217;Ordine dei giornalisti di Milano ha istitutito alcune borse di studio.</p>
<p align="justify">Ecco tutte le informazioni, reperibili anche sul sito ufficiale dell&#8217;Ordine.</p>
<div align="justify" style="text-align:center;"><img src="http://mataego.files.wordpress.com/2008/02/investigatore.gif?w=500" alt="Investigatore" /></div>
<p align="justify"><font size="3" color="#000000" face="Times New Roman">L’Ordine dei giornalisti della Lombardia ha istituito 6 Borse di studio di 1.200 euro ciascuna per un Master di analisi delle fonti documentarie e giornalismo investigativo (coordinatore è Loretta Napoleoni, esperta di economia dei sistemi criminali e terrorismo internazionale). Il corso, che si terrà all’Istituto Don Bosco (via Tonale 19, zona Stazione Centrale) avrà inizio in aprile. La data entro la quale è necessario presentare le domande di partecipazione è il 23 marzo 2008. Possono partecipare alla selezione i free lance che sono in possesso dei seguenti requisiti: 1) iscrizione a uno degli Albi della Lombardia 2) età compresa tra i 25 e i 40 anni 3) laureati o non laureati in possesso di ottimo curriculum professionale<span> </span>4) conoscenza di almeno una lingua dell’Unione Europea, preferibilmente l’inglese. Le domande di ammissione vanno inoltrate, con il proprio curriculum professionale, tramite posta elettronica a </font><a href="mailto:tabloid@odg.mi.it"><font size="3" face="Times New Roman">tabloid@odg.mi.it</font></a><font size="3" color="#000000" face="Times New Roman"> o a </font><a href="mailto:presidenza@odg.mi.it"><font size="3" face="Times New Roman">presidenza@odg.mi.it</font></a><font size="3" color="#000000" face="Times New Roman"> oppure tramite raccomandata con ricevuta di ritorno in via Antonio da Recanate 1, 20124 Milano, all’attenzione della presidenza dell’Ordine della Lombardia.</font></p>
<p align="justify" style="margin:0;" class="MsoNormal"><font size="3" color="#000000" face="Times New Roman">L’assegnazione delle Borse di studio è a insindacabile giudizio del Consiglio dell’Ordine della Lombardia e si riferisce esclusivamente al corso di “Analisi investigativa” della durata di 90 ore (vedi nell’allegato il dettaglio delle materie e dei docenti) del Master che è patrocinato dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia, Istituto per i beni archivistici e librari dell’Università di Urbino, Diario della settimana, Internazionale, Affari Italiani, Quaderni Radicali e McLuhan Program University of Toronto.<br />
Da lungo tempo negli Stati Uniti e negli altri Paesi in cui il giornalismo investigativo si è sviluppato, è noto che la qualità del lavoro giornalistico d’inchiesta non è solamente il frutto del coraggio, del valore intellettuale e della capacità di analisi del singolo giornalista, ma è direttamente correlato alla presenza di una ben definita “cassetta degli attrezzi” e di una adeguata competenza nell’individuazione, nell’analisi e nella verifica delle fonti documentarie. Preziosi strumenti che l’Ordine, con questa iniziativa, vuole mettere a disposizione di chi ha da poco avuto accesso alla professione, in risposta alla ritrovata passione per il giornalismo d’inchiesta.<br />
Oltre a quello di “Analisi investigativa”, il Master prevede ulteriori corsi come “Insegnamenti propedeutici”, “Metodi e strumenti per la ricerca e l’analisi delle fonti documentarie”, “Giornalismo scritto e online”, “Giornalismo televisivo”, per la durata totale di 291 ore. Chi è interessato alla frequenza totale del Master, che avrà inizio con gli “insegnamenti propedeutici” a partire dal 28 marzo, indipendentemente dall’avvenuta assegnazione di una delle Borse di studio, potrà partecipare versando una quota di iscrizione di 4.500 euro (i giornalisti iscritti all&#8217;Ordine della Lombardia hanno uno sconto del 15%), contattando il coordinatore Leonida Reitano, cell. 348.9155506, oppure scrivendo una mail a </font><a href="mailto:info@giornalismoinvestigativo.org"><font size="3" face="Times New Roman">info@giornalismoinvestigativo.org</font></a><font size="3" color="#000000" face="Times New Roman"> o, ancora, consultando il sito </font><a href="http://www.giornalismoinvestigativo.org/"><font size="3" face="Times New Roman">www.giornalismoinvestigativo.org</font></a>.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/mataego.wordpress.com/30/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/mataego.wordpress.com/30/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mataego.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mataego.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mataego.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mataego.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mataego.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mataego.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mataego.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mataego.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mataego.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mataego.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mataego.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mataego.wordpress.com/30/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mataego.wordpress.com/30/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mataego.wordpress.com/30/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mataego.wordpress.com&amp;blog=2310155&amp;post=30&amp;subd=mataego&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Laureati italiani</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Feb 2008 14:28:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mataego</dc:creator>
				<category><![CDATA[succede oggi in Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa mattina leggevo alcuni articoli del sito della Repubblica e guardate un po&#8217; cosa ho trovato!! Di Michele Smargiassi Dirimere un&#8217;ambiguità lessicale è un problema per un laureato su cinque. A dir la verità, anche solo comprendere la frase che avete appena letto è un problema per un laureato su cinque. &#8220;Termini come dirimere, duttile, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mataego.wordpress.com&amp;blog=2310155&amp;post=29&amp;subd=mataego&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<dd>
<div align="justify" class="addons">
<div class="inviamail">Questa mattina leggevo alcuni articoli del sito della Repubblica e guardate un po&#8217; cosa ho trovato!!</div>
</div>
</dd>
<p align="justify" class="inviamail">Di Michele Smargiassi</p>
<p align="justify" class="inviamail">Dirimere un&#8217;ambiguità lessicale è un problema per un laureato su cinque. A dir la verità, anche solo comprendere la frase che avete appena letto è un problema per un laureato su cinque. &#8220;Termini come dirimere, duttile, faceto, proroga si trovano comunemente sui giornali, ma per molti italiani con pergamena appesa al muro sono parole opache&#8221;. Luca Serianni, linguista all&#8217;università di Roma 3, ne fece esperienza diretta un giorno nell&#8217;ambulatorio di un dentista cui s&#8217;era rivolto per un&#8217;urgenza. &#8220;Con le mie lastrine in mano chiamò al telefono un collega per avere un parere: &#8220;Senti caro, aiutami a diramare un dubbio&#8230;&#8221;". E il professore sudò freddo: &#8220;Un medico che non sa maneggiare le parole è un medico che non legge, quindi non si aggiorna, quindi forse non sa maneggiare neanche un trapano&#8221;.</p>
<p align="justify">Analfabeti con la laurea. Non è un paradosso. E nessuno s&#8217;offenda: ci sono riscontri scientifici. Il report 2006 del ramo italiano dell&#8217;indagine internazionale All-Ocse (Adult Literacy and Life Skill), coordinato dalla pedagogista Vittoria Gallina, non lascia spazio a dubbi: 21 laureati su cento non riescono ad andare oltre il livello elementare di decifrazione di una pagina scritta (il bugiardino di un medicinale, le istruzioni di un elettrodomestico).</p>
<p align="justify">E non sanno produrre un testo minimamente complesso (una relazione, un referto medico, ma anche una banale lettera al capo condominio) che sia comprensibile e corretto. Una minoranza? Sì: un laureato italiano su due, per fortuna, raggiunge il quinto e massimo livello. Ma è una minoranza terribilmente cospicua, anche se si maschera bene. Negli Usa tre anni fa fu uno shock scoprire che i graduate fermi al livello base sono il 14%. Da noi il buco nero si manifesta a tratti, in modo clamoroso, come un mese fa, a Roma, al termine dell&#8217;ultimo dei concorsi per l&#8217;accesso alla magistratura. Preso d&#8217;assalto da 4000 candidati, in gara per 380 posti. Nonostante questo, 58 posti sono rimasti scoperti: 3700 candidati, tutti ovviamente laureati (magari anche più) hanno presentato prove irricevibili sul piano puramente linguistico. &#8220;Per pudore vi risparmio le indicibili citazioni&#8221;, commentò uno dei commissari d&#8217;esame, il giudice di corte d&#8217;appello Matteo Frasca.</p>
<p align="justify">Il campanello d&#8217;allarme dovrebbe suonare forte. Non si tratta più di scandalizzarsi (e divertirsi) per gli strafalcioni nozionistici degli studenti. No, episodi come il concorso di Roma mettono a nudo il grado zero del problema. Stiamo parlando di chi è senza parole. Di chi dopo cinque (sei, sette&#8230;) anni di studio universitario non è riuscito a mettere nella cassetta degli attrezzi le chiavi inglesi del sapere: grammatica, ortografia, vocabolario.</p>
<p align="justify">Analfabetismo: anche questa parola sembrava scomparsa dal lessico, ma per esaurimento di funzione. Consegnata ai ricordi in bianco e nero del maestro Manzi. Falsa impressione, perché di italiani che non sanno leggere né scrivere se ne contavano ancora, al censimento 2001, quasi ottocentomila. Se aggiungiamo gli italiani senza neanche un pezzo di carta, neppure la licenza elementare, arriviamo a sei milioni, con allarmanti quote di uno su dieci nelle regioni meridionali. Ma almeno sono numeri che scendono. Aggrediti dal lavoro di meritorie istituzioni come l&#8217;Unla, capillarmente contrastati dai corsi ministeriali di alfabetizzazione funzionale per adulti dell&#8217;Indire (frequentati l&#8217;ultimo anno scolastico da 425 mila persone, tra cui, guarda un po&#8217;, 30.407 laureati, in gran parte, però, stranieri). Nobilmente contrastato ai livelli più bassi della scala del sapere, però, ecco che l&#8217;analfabetismo riappare dove meno te l&#8217;aspetti: ai vertici. Gli studiosi, è vero, preferiscono chiamarlo illetteratismo: non si tratta infatti dell&#8217;incapacità brutale di compitare l&#8217;abicì, di decifrare una singola parola; ma della forte difficoltà a comunicare efficacemente e comprensibilmente con gli altri attraverso la scrittura. Ma non è proprio questo l&#8217;analfabetismo più minaccioso del terzo millennio? Nadine Gordimer, per il bene della sua Africa, è di questo analfabetismo relativo che ha più paura: &#8220;Saper leggere la scritta di un cartellone pubblicitario e le nuvolette dei fumetti, ma non saper comprendere il lessico di un poema, questa non è alfabetizzazione&#8221;. Siamo sicuri che l&#8217;Italia di Dante sia messa meglio del Sudafrica?</p>
<p align="justify">Proprio no. Per niente sicuri. Quanti, del nostro già magro 8,8% di laureati (la media dei paesi Ocse è del 15%), leggono ogni giorno qualcosa di più delle réclame e delle didascalie della tivù? Quanti invece sono prigionieri più o meno consapevoli di quella che Italo Calvino chiamò l&#8217;antilingua? Non saper scrivere nasconde il non saper leggere. Sette laureati su cento non leggono mai (e sono quelli che hanno il coraggio di dichiararlo all&#8217;Istat: mancano quelli che se ne vergognano). Altri sette leggono solo l&#8217;indispensabile per il lavoro: e siamo già vicini al fatidico uno su cinque. Ma andiamo avanti: uno su tre possiede meno di cento libri, praticamente solo i suoi vecchi testi scolastici. Uno su cinque non ha in casa un&#8217;enciclopedia. Quasi nessuno (73 per cento) va in biblioteca, e quando ci va, raramente prende libri in prestito. &#8220;Manca il tempo&#8221;, &#8220;sono troppo stanco&#8221;, le scuse più comuni. Ma ci sono anche quelli che non accampano giustificazioni imbarazzate, anzi rivendicano il loro illetteratismo come atteggiamento moderno e aggiornato: &#8220;leggere oggi non serve&#8221;, &#8220;è un medium lento&#8221;, &#8220;preferisco altre forme di comunicazione sociale&#8221;.</p>
<p align="justify">&#8220;La società sprintata&#8221;, come la chiama il pedagogista Franco Frabboni, preside di Scienze della formazione a Bologna, uno degli autori della riforma universitaria, è arrivata negli atenei. E gli atenei la assecondano: &#8220;La trasmissione del sapere universitario è regredita dalla scrittura all&#8217;oralità&#8221;, spiega. Nelle aule della nostra istruzione superiore, il grado di padronanza della lingua italiana non è mai messo alla prova. Persino l&#8217;arte dell&#8217;argomentazione orale, ponte fra i due universi semantici, è svanita, racconta Frabboni: &#8220;Professori sempre più incerti fanno lezione con diapositive, seguendo una traccia fissa. Ai laureandi si lascia esporre la tesi con presentazioni Powerpoint. I &#8220;test oggettivi&#8221; d&#8217;ingresso sono crocette su questionari&#8221;. La competenza linguistica non è considerata un pre-requisito indispensabile: &#8220;Devi guadagnarti cinque crediti per la lingua straniera, e cinque per l&#8217;informatica, ma non c&#8217;è alcun obbligo per quanto riguarda la buona pratica dell&#8217;italiano&#8221;. Un tacito accordo fissa tetti massimi di lettura ridicoli per i testi d&#8217;esame: &#8220;Quando un professore assegna più di 150-180 pagine, davanti al mio ufficio c&#8217;è la fila di studenti che protestano&#8221;.</p>
<p align="justify">Protestano, e poi si sfracellano contro il muro dell&#8217;esame. Sugli esiti dell&#8217;idiosincrasia per la lettura, agenzie private di tutoraggio hanno costruito imperi aziendali, come il Cepu, diecimila studenti l&#8217;anno. &#8220;Ci chiedono di aiutarli a passare un esame&#8221;, racconta il responsabile marketing Maurizio Pasquetti, &#8220;ma scopriamo quasi sempre che alla radice c&#8217;è la difficoltà o la paura di affrontare testi scritti. Escono da scuole superiori abituati a libri di testo ancora simili a quelli delle elementari, con testi spezzettati, già schematizzati, con tante figure e specchietti: di fronte al terribile &#8220;libro bianco&#8221;, fatto solo di pagine di scrittura continua, restano terrorizzati&#8221;.</p>
<p align="justify">&#8220;In Francia e Germania gli atenei organizzano gare di ortografia &#8220;, sospira il professor Serianni. Da noi è difficile perfino reclutare iscritti per i laboratori di scrittura che alcuni atenei, allarmati, hanno messo a disposizione degli studenti in debito di lingua. Quello di Modena è affidato al professor Gabriele Pallotti: &#8220;Di solito comincio da virgole e apostrofi&#8230;&#8221;. Pallotti nel cassetto tiene una cartellina di orrori: email, biglietti affissi alle bacheche, &#8220;esito profiquo&#8221;, &#8220;le chiedo una prologa&#8221;, &#8220;attendo subitanea risposta&#8221;. Ma correggere le asinate non è ancora abbastanza. &#8220;Saper annotare correttamente parole sulla carta non è saper scrivere&#8221; spiega. &#8220;Parlare e scrivere sono due diversi modi di pensare. Troppi ragazzi escono dall&#8217;università sapendo solo trascrivere la propria oralità, ovvero un flusso continuo di idee non ordinato e difficilmente comunicabile. Cioè restano mentalmente analfabeti&#8221;.</p>
<p align="justify">Ma se avessero ragione loro? Perché alla fine si scopre che il laureato analfabeta non fa necessariamente più fatica a trovare lavoro rispetto ai suoi quattro colleghi più letterati. le imprese non sembrano granché interessate a selezionare i propri quadri dirigenti sulla base delle competenze linguistiche di base. E non perché non si accorgano delle deficienze dei loro nuovi assunti. Parlare con Carlo Iannantuono, responsabile delle risorse umane per la filiale italiana della Sandik, una multinazionale del ramo macchine per cantieri, reduce da una lunga selezione di personale laureato, è come farsi raccontare una serata allo Zelig: &#8220;Quello che <i>se potrei</i>, quello che s&#8217;è laureato <i>per il rotolo della cuffia</i> (e si vede), quello che <i>glielo dico così, an fasàn</i> (e io: <i>e dü pernìs&#8230;</i>)&#8230;&#8221;. Gli analfabeti conclamati, calcola, sono solo un 3-4 per cento, ma molti altri non sembrano pienamente padroni delle loro parole. E lei li assume lo stesso? &#8220;Dipende&#8221;, si fa serio, &#8220;noi cerchiamo bravi venditori. Quello che deve discutere con i dirigenti della Snam è meglio sappia i congiuntivi. A quello che deve convincere un capocantiere della Tav forse serve di più un buon paio di stivali di gomma&#8221;.</p>
<p align="justify">&#8220;Non c&#8217;è alcuna sanzione sociale verso l&#8217;analfabetismo con laurea&#8221;, commenta con sconforto Tullio De Mauro, il padre degli studi linguistici italiani. Forse perché non si riconoscono immediatamente, si mascherano bene da alfabetizzati. &#8220;Fino a cinquant&#8217;anni fa l&#8217;incompetenza linguistica era palese: otto italiani su dieci usavano ancora il dialetto. Oggi il 95 per cento degli italiani parla italiano. Ma che italiano è? Solo in apparenza parliamo tutti la stessa lingua. Quando si prende in mano una penna, però, carta canta, e le stonature si sentono&#8221;. Non è una questione di stile: l&#8217;analfabetismo laureato può fare danni concreti. Il paziente che legge sulla sua prescrizione medica &#8220;una pillola per tre giorni&#8221;, alla fine del terzo giorno avrà preso tre pillole o una sola? &#8220;Ci sono guasti immediati come questo. Ci sono guasti a medio e lungo termine, e ben più pericolosi. Chi non legge smette anche di studiare. In Italia solo un venti per cento di quadri segue corsi di aggiornamento: quattro volte meno della media europea. Una classe dirigente male alfabetizzata, quindi non aggiornata, è la rovina di un paese, molto più di un crollo della Borsa&#8221;. Chi parla male pensa male e vive male: è ormai un aforisma, quella battuta di Nanni Moretti. Se pensa male anche solo un quinto dell&#8217;élite dirigente, per De Mauro è un&#8217;emergenza nazionale: &#8220;Per il futuro economico del nostro paese migliorare l&#8217;italiano degli imprenditori, dei professionisti, dei politici, è perfino più vitale e urgente che migliorare i salari dei dipendenti. E non lo prenda come un paradosso&#8221;.<br />
<!-- do nothing --><!-- fine TESTO -->(<i><!-- inizio DATA -->6 febbraio 2008<!-- fine DATA --></i>)</p>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 20:54:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;11 settembre 2001. Una data storica. Le torri gemelle di New York vengono abbattute da due arei di linea provocando miliaia di morti. Per la prima volta l&#8217;America viene attaccata sul suo territorio nazionale. Impossibile dimenticare. Ancora oggi i servizi americani stanno lavorando per trovare e punire i colpevoli di tanto dolore. ecco cosa riporta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mataego.wordpress.com&amp;blog=2310155&amp;post=28&amp;subd=mataego&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><b>L&#8217;11 settembre 2001.</b></p>
<p align="justify">Una data storica. Le torri gemelle di New York vengono abbattute da due arei di linea provocando miliaia di morti. Per la prima volta l&#8217;America viene attaccata sul suo territorio nazionale. Impossibile dimenticare. Ancora oggi i servizi americani stanno lavorando per trovare e punire i colpevoli di tanto dolore. ecco cosa riporta il Corriere, oggi.</p>
<p align="justify"><b>WASHINGTON </b>- Il Pentagono chiederà la pena di morte per sei presunti terroristi detenuti a Guantanamo, che si apprestano a essere incriminati per l&#8217;attacco all&#8217;America dell&#8217;11 settembre 2001. Lo hanno reso noto fonti militari. Le sei incriminazioni riguardano Khalid Sheikh Mohammed, ritenuto l&#8217;autore del piano di Al Qaeda che prese di mira New York e Washington e altri cinque detenuti di Guantanamo coinvolti a vario titolo nel più grave attacco terroristico nella storia.</p>
<p align="justify"><b></b><span style="font-weight:bold;">GLI ATTI DI INCRIMINAZIONE</span> &#8211; Gli atti di incriminazione, secondo quanto ha reso noto in una conferenza stampa al Pentagono il generale Thomas Hartmann, riguardano in primo luogo l&#8217;attività di Khalid Sheikh Mohammed, accusato di aver proposto il progetto d&#8217;attacco già nel 1996 a Osama Bin Laden e di averne poi seguito tutte le fasi fino all&#8217;attuazione. I detenuti incriminati dovrebbero ora venir processati dalle &#8220;commissioni militari&#8221; create dal Pentagono, che non sono mai entrate in azione a Guantanamo.</p>
<p align="justify"><b>GLI ALTRI CINQUE DETENUTI &#8211; </b>Gli altri cinque incriminati sono Mohammed al-Qahtani (in passato indicato come il possibile 20mo dirottatore mancante dell&#8217;11 settembre); lo yemenita Ramzi Binalshibh (un membro della cosiddetta &#8216;cellula di Amburgò); Ali Abd al-Aziz Ali (noto come Ammar al-Baluchi, nipote di Mohammed e ritenuto il braccio operativo del piano); Mustafa Ahmed al-Hawsawi (braccio destro di al-Baluchi); Walid bin Attash, noto con il nome di battaglia di Khallad, che avrebbe scelto e addestrato alcuni dei dirottatori.</p>
<p align="justify"><b>PROCESSI DI FRONTE ALLE COMMISSIONI MILITARI</b> &#8211; Le incriminazioni apriranno la strada a processi di fronte alle &#8220;commissioni militari&#8221; create dal Pentagono dopo l&#8217;11 settembre e per ora mai entrate in azione. Si tratterà dei primi casi giudiziari discussi a Guantanamo che prevedono la pena di morte.</p>
<p align="justify" class="footnotes"><b>11 febbraio 2008</b></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/mataego.wordpress.com/28/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/mataego.wordpress.com/28/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mataego.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mataego.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mataego.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mataego.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mataego.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mataego.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mataego.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mataego.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mataego.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mataego.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mataego.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mataego.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mataego.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mataego.wordpress.com/28/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mataego.wordpress.com&amp;blog=2310155&amp;post=28&amp;subd=mataego&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Il più grande database biometrico anticrimine</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Feb 2008 14:42:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mataego</dc:creator>
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		<description><![CDATA[1984. Grande Fratello. La società di oggi ci controlla, conosce ogni nostro singolo movimento. Lo fa attraverso la registrazione delle nostre carte di credito, attraverso e-mail e cellulari. Ma leggete un po&#8217; cosa pensa di fare l&#8217;FBI. CLARKSBURG (Usa) – Un miliardo di dollari. Tanto è stato stanziato per il nuovo programma di identificazione dell’Fbi. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mataego.wordpress.com&amp;blog=2310155&amp;post=27&amp;subd=mataego&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">1984. Grande Fratello. La società di oggi ci controlla, conosce ogni nostro singolo movimento. Lo fa attraverso la registrazione delle nostre carte di credito, attraverso e-mail e cellulari. Ma leggete un po&#8217; cosa pensa di fare l&#8217;FBI.</p>
<p align="justify"><b>CLARKSBURG (Usa) –</b> Un miliardo di dollari. Tanto è stato stanziato per il nuovo programma di identificazione dell’Fbi. Il denaro verrà utilizzato per completare e gestire un immenso database di informazioni personali sui criminali: impronte digitali, palmari, foto di tatuaggi e ferite e prossimamente anche la scansione dell’iride. L’indiscrezione è della <u><font color="#565656">Cnn,</font></u> l’annuncio ufficiale dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.</p>
<p align="justify"><b>PRIVACY –</b> L’intento dichiarato del Next generation identification (identificazione di prossima generazione), così è stato battezzato il sistema in via di costruzione, è la tutela dei cittadini Usa da</p>
<div align="justify">
<table align="left" width="1" class="foto-h-left">
<tr>
<td><img border="0" align="left" width="180" src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2008/02/05/digitalB1--180x140.jpg" height="140" /></td>
</tr>
<tr>
<td>Un sistema di riconoscimenti delle impronte digitali comune negli aeroporti Usa (Ap)</td>
</tr>
</table>
</div>
<p align="justify">criminali, terroristi e clandestini. Il piano di monitoraggio biometrico è però visto con molto sospetto dai difensori della privacy, che paventano usi distorti del database. «È l’inizio della società della sorveglianza in cui si può essere rintracciati ovunque in qualsiasi momento», denuncia Barry Steinhardt, direttore del Progetto per le libertà civili e tecnologiche. La paura principale è che la schedatura possa in futuro includere anche i liberi cittadini, per tutelarli ancora di più. Preventivamente.</p>
<div align="justify" class="right"><!-- OAS AD '180x150'begin --><!-- OAS AD '180x150' end --></div>
<p align="justify"><b>ERRORI – </b>Attualmente, nell’archivio dell’agenzia governativa a Clarksburg, in West Virginia, sono già presenti 55 milioni di impronte digitali, ma sono i nuovi strumenti di monitoraggio e il loro uso a destare più di una preoccupazione. «Solo chi non viaggia in aereo può credere che il sistema funzioni» spiega Steinhardt, raccontando dei molti disguidi che liberi e innocenti cittadini hanno incontrato ai controlli prima di imbarcarsi su un volo. Le fotografie di tatuaggi, ferite e altri segni distintivi sono sotto accusa per essere poco attendibili. E sotto accusa anche gli strumenti tecnici per realizzare un’efficace rete di controllo. Una delle metodologie che sono state più criticate per l’attendibilità è il riconoscimento facciale, da effettuarsi secondo i progetti nei posti affollati tramite telecamere di sorveglianza. In uno studio eseguito nelle stazioni ferroviarie in Germania i risultati sono stati abbastanza attendibili in buone condizioni di luminosità (60 per cento di successo) ma scarse quando la luce diminuisce (e percentuali di successo abbattute al 15 per cento). E non vorremmo essere nei panni di coloro che vengono fermati ingiustamente perché presunti criminali. Perdere il treno a quel punto sarebbe il male minore.</p>
<p align="justify" class="footnotes">Gabriele De Palma</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/mataego.wordpress.com/27/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/mataego.wordpress.com/27/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mataego.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mataego.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mataego.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mataego.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mataego.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mataego.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mataego.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mataego.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mataego.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mataego.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mataego.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mataego.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mataego.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mataego.wordpress.com/27/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mataego.wordpress.com&amp;blog=2310155&amp;post=27&amp;subd=mataego&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La scomparsa dei fatti</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jan 2008 21:48:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mataego</dc:creator>
				<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>

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		<description><![CDATA[Le parole. Dicevamo delle parole e del loro significato distorto, svuotato, geneticamente modificato. Come possiamo vivere insieme e sentirci comunità se non abbiamo più nemmeno un linguaggio comune? Da anni, ormai, chiamiamo «esule» il latitante Craxi. Chiamiamo «assolti» (cioè innocenti) i prescritti (cioè i colpevoli che la fanno franca). Chiamiamo «presunte tangenti» anche quelle consacrate [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mataego.wordpress.com&amp;blog=2310155&amp;post=26&amp;subd=mataego&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center;"><img src="http://mataego.files.wordpress.com/2008/02/travaglio.jpg?w=500" alt="La scomparsa dei fatti" /></div>
<p align="justify">Le parole. Dicevamo delle parole e del loro significato distorto, svuotato, geneticamente modificato. Come possiamo vivere insieme e sentirci comunità se non abbiamo più nemmeno un linguaggio comune? Da anni, ormai, chiamiamo «esule» il latitante Craxi. Chiamiamo «assolti» (cioè innocenti) i prescritti (cioè i colpevoli che la fanno franca). Chiamiamo «presunte tangenti» anche quelle consacrate da sentenze definitive di condanna. E «processi politici» i processi ai politici accusati di delitti comuni come la corruzione e la concussione. E «giustizialisti» (come i seguaci di Juan Domingo Perón) coloro che chiedono semplicemente giustizia, certezza della pena e una legge uguale per tutti, cioè i veri garantisti (cose che capitano in un paese che confonde Cesare Beccaria con Cesare Previti). Chi difende l’indipendenza della magistratura dal potere politico, invece, è chiamato «giacobino», anche se i giacobini teorizzavano la sudditanza della magistratura al potere politico, mentre chi chiedeva magistrati indipendenti erano semmai i girondini.<br />
Chiamiamo «riformisti» strani personaggi che non hanno mai fatto né proposto uno straccio di riforma, ma in compenso predicano eternamente il dialogo, anzi l’inciucio con Berlusconi, e non si capisce che c’entri tutto questo col riformismo. Invece Rosi Bindi, autrice di una delle pochissime riforme degne di questo nome degli ultimi dieci anni, quella della sanità, passa per un’antiriformista «estremista» e «radicale». E così altri due riformisti ultramoderati, ma intransigenti, come Nanni Moretti e Giorgio Cofferati.<br />
In compenso Berlusconi e Bossi, cioè gli estremisti più autoritari ed eversivi mai visti in una democrazia, rappresentano il polo «moderato» e «liberale».<br />
Chiamiamo «demonizzatori» o «apocalittici» quanti hanno descritto e denunciato, insieme a tutto il mondo libero, il conflitto d’interessi illiberale del Cavaliere, il suo abuso delle televisioni, le sue censure di regime e le sue leggi d’impunità su misura: la semplice descrizione quotidiana delle mostruosità del quinquennio 2001-2006 è divenuta «antiberlusconismo», allarmando chi pensa che l’informazione e la satira debbano «moderare i toni» e l’opposizione non debba opporsi troppo. Si sono persino inventate categorie sconosciute in qualunque altro paese, con luoghi comuni e frasi fatte utili a squalificare in partenza chiunque chiami le cose con il loro nome: chi chiedeva l’intervento del Quirinale, supremo garante della Costituzione, contro le continue violazioni costituzionali, veniva accusato di «tirare per la giacchetta il capo dello Stato». E chi, da posizioni liberali, o cattoliche, o azioniste, o socialdemocratiche restava coerente con se stesso e teneva la schiena dritta senz’accettare i continui fatti compiuti, veniva <i>ipso facto</i> annesso alla «sinistra radicale» dell’«estremismo» e del «massimalismo».<br />
Ora, poi, chiamiamo «girotondi» le manifestazioni organizzate dai partiti del centrodestra contro il governo Prodi e a favore di sua maestà Berlusconi, mentre i girotondi erano movimenti spontanei e autorganizzati della società civile, al di fuori dei partiti, contro un governo che sgovernava e un’opposizione che non si opponeva.<br />
Chiamiamo «genitori adottivi» i coniugi di Cogoleto che hanno rapito e subornato Maria, la bambina bielorussa loro affidata per un breve soggiorno estivo in Italia (che non è nemmeno un “affido”, ma un semplice “percorso di accoglienza” temporaneo). […] Ma come possiamo raccontare i fatti, se non siamo più d’accordo con le parole?</p>
<p align="justify">(Marco Travaglio, <i>La scomparsa dei fatti</i>, il Saggiatore 2006, pp. 246-8)</p>
<div style="clear:both;line-height:1px;"></div>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/mataego.wordpress.com/26/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/mataego.wordpress.com/26/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mataego.wordpress.com/26/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mataego.wordpress.com/26/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mataego.wordpress.com/26/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mataego.wordpress.com/26/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mataego.wordpress.com/26/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mataego.wordpress.com/26/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mataego.wordpress.com/26/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mataego.wordpress.com/26/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mataego.wordpress.com/26/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mataego.wordpress.com/26/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mataego.wordpress.com/26/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mataego.wordpress.com/26/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mataego.wordpress.com/26/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mataego.wordpress.com/26/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mataego.wordpress.com&amp;blog=2310155&amp;post=26&amp;subd=mataego&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">La scomparsa dei fatti</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Lutto nel mondo del cinema</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 17:10:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mataego</dc:creator>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 22 gennaio è morto l&#8217;attore Heath Ledger. la prima ipotesi è stata quella di suicidio per overdose. Ma spuntano nuove ipotesi. Ecco cosa scrive Il Corriere. NEW YORK – E se ad ammazzare Heath Ledger fosse stato il Joker? Da Wikipedia a Rotten Tomatoes e dal New York Times online a Yahoo, la domanda [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mataego.wordpress.com&amp;blog=2310155&amp;post=25&amp;subd=mataego&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il 22 gennaio è morto l&#8217;attore Heath Ledger. la prima ipotesi è stata quella di suicidio per overdose. Ma spuntano nuove ipotesi. Ecco cosa scrive Il Corriere.</p>
<p align="justify"><span style="font-weight:bold;">NEW YORK</span> – E se ad <a target="_blank" href="http://www.corriere.it/cinema/08_gennaio_22/Ledger_Heath_morto_New_york_fb3dfc2a-c934-11dc-8074-0003ba99c667.shtml"><u>ammazzare Heath Ledger</u></a> fosse stato il Joker? Da Wikipedia a Rotten Tomatoes e dal New York Times online a Yahoo, la domanda corre da giorni sul Web.</p>
<div align="justify">
<table align="left" width="1" class="foto-h-left">
<tr>
<td><img border="0" align="left" width="180" src="http://www.corriere.it/Hermes%20Foto/2008/01/26/0JV3NZ0M--180x140.jpg" height="140" /></td>
</tr>
<tr>
<td>Heat Ledger nel ruolo del Joker in «The dark knight» (Emmevi)</td>
</tr>
</table>
</div>
<p align="justify">La tesi di blog, chat room e forum – ma anche di autorevoli critici cinematografici &#8211; è a dir poco sconcertante: il 28enne attore australiano trovato morto martedì nel suo appartamento a Soho si sarebbe calato a tal punto nel suo ultimo, inquietante personaggio, da esserne ucciso. <span style="font-weight:bold;">RUOLO DIFFICILE </span>- Per prepararsi al ruolo di The Joker in <a target="_blank" href="http://www.corriere.it/cinema/08_gennaio_23/batman_dark_knight_film_maledetto_ledger_eb6b0fd6-c9d9-11dc-97c6-0003ba99c667.shtml"><u>“The Dark Knight” </u></a>- il nuovo capitolo, dopo “Batman Begins”, della storia dell’uomo pipistrello nella versione firmata da Christopher Nolan, con Christian Bale nei panni del protagonista &#8211; Ledger ha vissuto per un mese da solo in una stanza d’albergo, tra libri gialli e horror film. «Per aiutarmi a formulare voce, psicologia e carattere del mio Joker &#8211; disse &#8211; perché voglio terrorizzare il pubblico». Seguendo la tecnica dell’Actor’s studio, aveva anche tenuto un diario dove annotava pensieri e sentimenti del personaggio. «Mi ha guidato sul set», spiegò lo scorso novembre al New York Times, rivelando la sua totale identificazione nel ruolo. Nella stessa intervista la star rifletteva, per la prima volta, sull’«altissimo costo psicologico ed emotivo pagato durante la lavorazione del film». «Non ho mai dormito più di due ore a notte», dichiarò Ledger al prestigioso quotidiano, definendo la parte – già immortalata nel 1989 da Jack Nicholson nel film targato Tim Burton &#8211; «Un clown schizofrenico, serial killer e psicopatico, incapace di compassione e privo di lati positivi».</p>
<p align="justify"><span style="font-weight:bold;"></span></p>
<div align="justify">
<table align="left" width="1" class="foto-v-left">
<tr>
<td><img border="0" align="left" width="140" src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2008/01/24/JACK+NICHOLSON+JOKER+GOSSIP%5B1%5D--140x180.jpg" height="180" /></td>
</tr>
<tr>
<td>Jack Nickolson nella sua interpretazione di The Joker</td>
</tr>
</table>
</div>
<p align="justify">IL RICORSO AI CALMANTI &#8211; «Non riuscivo a smettere di pensare &#8211; disse &#8211; il mio corpo era esausto ma la mia mente correva a mille all’ora». Per scrollarsi di dosso la negatività del personaggio iniziò ad usare calmanti e Ambien, il potente sonnifero il cui effetto, si lamentò, «Purtroppo dura un’ora».<a target="_blank" href="http://www.youtube.com/watch?v=czs1NRIZphM&amp;feature=related"><u> Solo chi ha visto il trailer di “Dark Night” su YouTube</u></a> – dalla sua morte oltre sette milioni di persone l’hanno fatto, mentre un milione e mezzo hanno guardato il clip di un’intervista in cui Ledger discute il ruolo – può capire il tormento che lo divorava. Il suo è un Joker dal trucco sfatto, che appare spietato, terrificante, folle e disperato. «Ledger spinge il personaggio verso livelli inediti di brutalità e violenza» teorizza il Wall Street Journal, secondo cui «Neppure Jack Nicholson sarebbe stato in grado di realizzare un tale capolavoro di perfidia». E a rilanciare la tesi del ruolo-killer è stato proprio Nicholson. «L’avevo messo in guardia dal Joker», ha dichiarato sibillino l’attore, nel commentare la notizia della sua morte.</p>
<div align="justify" class="right"><!-- OAS AD '180x150'begin -->Alessandra Farkas</div>
<p><!-- OAS AD '180x150' end --></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/mataego.wordpress.com/25/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/mataego.wordpress.com/25/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mataego.wordpress.com/25/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mataego.wordpress.com/25/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mataego.wordpress.com/25/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mataego.wordpress.com/25/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mataego.wordpress.com/25/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mataego.wordpress.com/25/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mataego.wordpress.com/25/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mataego.wordpress.com/25/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mataego.wordpress.com/25/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mataego.wordpress.com/25/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mataego.wordpress.com/25/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mataego.wordpress.com/25/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mataego.wordpress.com/25/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mataego.wordpress.com/25/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mataego.wordpress.com&amp;blog=2310155&amp;post=25&amp;subd=mataego&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Dimissioni di Salvatore Cuffaro</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 17:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mataego</dc:creator>
				<category><![CDATA[succede oggi in Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la dichiarazione iniziale di non dimissioni, Salvatore Cuffaro ha cambiato idea. Questa la notizia riportata dall&#8217;Ansa : Il Governatore della Sicilia, Salvatore Cuffaro, ha annunciato in aula le sue dimissioni &#8221;irrevocabili&#8221;, dopo le polemiche legate alla condanna a cinque anni di reclusione per favoreggiamento semplice che gli e&#8217; stata inflitta venerdi&#8217; scorso dal tribunale [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mataego.wordpress.com&amp;blog=2310155&amp;post=24&amp;subd=mataego&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Dopo la dichiarazione iniziale di non dimissioni, Salvatore Cuffaro ha cambiato idea. Questa la notizia riportata dall&#8217;Ansa :</p>
<p align="justify"><img border="0" align="left" src="http://www.ansa.it/webimages/medium/2113/re219yquX_20080119.jpg" hspace="10" class="section_image_not" /> Il Governatore della Sicilia, Salvatore Cuffaro, ha annunciato in aula le sue dimissioni &#8221;irrevocabili&#8221;, dopo le polemiche legate alla condanna a cinque anni di reclusione per favoreggiamento semplice che gli e&#8217; stata inflitta venerdi&#8217; scorso dal tribunale di Palermo.</p>
<p align="justify">Salvatore Cuffaro ha aggiunto che comunicherà le proprie dimissioni al presidente della Repubblica. Cuffaro ha concluso il suo discorso tra gli applausi di numerosi parlamentari e di tutti i presenti sul banco del governo.</p>
<p align="justify">A seguito delle dimissioni l&#8217;assemblea regionale si è automaticamente sciolta. &#8220;In caso di eventi straordinari o di carattere di urgenza il parlamento &#8211; spiega il presidente della commissione Affari Istituzionali, Nicola Cristaldi &#8211; potrebbe essere convocato&#8221;. Fino all&#8217;insediamento dei nuovi inquilini di sala d&#8217;Ercole i parlamentari regionali riceveranno lo stipendio. Le nuove consultazioni si terranno entro tre mesi da oggi.<br />
<b><br />
PREFERISCO LA VIA DELL&#8217;UMILTA&#8217; </b><br />
&#8220;Francamente preferisco la via dell&#8217;umiltà. Lo faccio per non tradire quegli ideali ai quali sono stato educato, lo faccio per la mia famiglia e lo faccio come ultimo atto di rispetto verso i siciliani, che in questi anni ho servito con dedizione, semplicità e con quella onestà che sono certo mi verrà completamente riconosciuta&#8221;. Il presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, ha motivato così, nel suo discorso in aula, la decisione di dimettersi. &#8220;Fino a quando non ci sarà una sentenza definitiva &#8211; ha spiegato &#8211; ci sarà una verità processuale e una verità sostanziale. Con la mia decisione rispetterò la prima, in coerenza con il comportamento che ho tenuto in questi anni nei confronti della magistratura e delle istituzioni, ma con determinazione &#8211; ha concluso il Governatore &#8211; mi batterò, in tutte le sedi, per l&#8217;affermazione della verità sostanziale, a difesa della mia vita pubblica e privata&#8221;.</p>
<p align="justify"><b>CASINI,SARA&#8217;ASSOLTO, SCIACALLI GLI CHIEDERANNO SCUSA </b><br />
&#8220;Sono certo che tra qualche mese, quando Cuffaro sarà assolto da tutte le accuse, tanti sciacalli di queste ore saranno in prima fila a chiedergli scusa&#8221;. Lo dichiara Pier Ferdinando Casini, leader dell&#8217;Udc, commentando le dimissioni di Salvatore Cuffaro. &#8220;Mercoledì mattina &#8211; dice Casini in una nota &#8211; il Presidente Cuffaro mi ha comunicato la sua volontà di dimettersi: ne ho preso atto con un profondo apprezzamento per il suo senso delle istituzioni e per il suo amore per la Sicilia. In questi giorni, dopo aver ottenuto la fiducia e aver portato a compimento l&#8217;approvazione del bilancio, è stato impegnato a fronteggiare migliaia di pressioni che lo volevano spingere a rimanere. Ancor più apprezzabile è, pertanto, la sua serietà: la polemica mafia-antimafia non si può fare sulla pelle di Cuffaro e dell&#8217;UDC anche da parte di chi, in questi giorni, ha avuto un po&#8217; troppe amnesie&#8221;. &#8220;Sono certo &#8211; conclude casini &#8211; che tra qualche mese, quando Cuffaro sarà assolto da tutte le accuse, tanti sciacalli di queste ore saranno in prima fila a chiedergli scusa&#8221;.</p>
<p align="justify"><b>FINI, E&#8217; UN GESTO CHE VA APPREZZATO </b><br />
&#8220;E&#8217; un gesto che va apprezzato innanzitutto perché è motivato dalla volontà di mettere al riparo le istituzioni siciliane dalle strumentalizzazioni della sinistra&#8221;. Così il leader di An, Gianfranco Fini, oggi a Reggio Calabria, ha commentato le dimissioni del governatore siciliano, Salvatore Cuffaro.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/mataego.wordpress.com/24/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/mataego.wordpress.com/24/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mataego.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mataego.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mataego.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mataego.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mataego.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mataego.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mataego.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mataego.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mataego.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mataego.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mataego.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mataego.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mataego.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mataego.wordpress.com/24/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mataego.wordpress.com&amp;blog=2310155&amp;post=24&amp;subd=mataego&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Tiziano Terzani</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 17:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mataego</dc:creator>
				<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>

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		<description><![CDATA[Tiziano Terzani è nato a Firenze nel 1938 e dal 1971 è corrispondente dall&#8217;Asia per il settimanale tedesco Der Spiegel. E&#8217; vissuto a Singapore, Hong Kong, Pechino, Tokyo e Bangkok. E&#8217; inoltre collaboratore del Corriere della Sera. Nel 1994 si è stabilito in India con la moglie Angela Staude, scrittrice, e i due figli. Profondo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mataego.wordpress.com&amp;blog=2310155&amp;post=23&amp;subd=mataego&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center;"><img src="http://mataego.files.wordpress.com/2008/01/terzani.jpg?w=500" alt="Tiziano Terzani" /></div>
<p align="justify">Tiziano Terzani è nato a Firenze nel 1938 e dal 1971 è corrispondente dall&#8217;Asia per il settimanale tedesco Der Spiegel. E&#8217; vissuto a Singapore, Hong Kong, Pechino, Tokyo e Bangkok. E&#8217; inoltre collaboratore del Corriere della Sera. Nel 1994 si è stabilito in India con la moglie Angela Staude, scrittrice, e i due figli. Profondo conoscitore del continente asiatico, Terzani è uno dei giornalisti italiani che gode di maggior prestigio a livello internazionale. Ha pubblicato Pelle di Leopardo (1973) dedicato alla guerra in Vietnam. Nel 1975 è uno dei pochi giornalisti che resta a Saigon e assiste alla presa di potere da parte dei comunisti. Da questa esperienza nasce Giai Phong! La liberazione di Saigon (1976). Il libro viene tradotto in varie lingue e selezionato in America come &#8220;Book of the Month&#8221;. Fra i primi corrispondenti a tornare a Phnom Penh dopo l&#8217;intervento vietnamita in Cambogia, racconta il suo viaggio in Holocaust in Kambodscha (1981). Il lungo soggiorno in Cina, conclusosi con l&#8217;arresto per &#8220;attività controrivoluzionarie&#8221; e con l&#8217;esplusione, dà origine a La porta proibita (prima ediz. 1985), pubblicato contemporaneamente in Italia, negli Stati Uniti, e in Gran Bretagna. Buonanotte, Signor Lenin (prima ediz. 1992), uscito anche in Germania e Gran Bretagna, è un&#8217; importantissima testimonianza in presa diretta del crollo dell&#8217;impero sovietico. Il libro è stato selezionato per il Thomas Cook Award, il premio inglese per la letteratura di viaggio. Il capolavoro Un undovino mi disse (prima ediz. 1995) è la cronaca di un anno vissuto come corrispondente dall&#8217;Asia senza mai prendere aerei: il libro ha ottenuto un notevole successo di critica e di pubblico, al pari di In Asia (1998) che descrive le multiformi realtà storiche, culturali ed economiche di quel continente. A Tiziano Terzani è stato conferito nel 1997 il prestigioso &#8220;Premio Luigi Barzini all&#8217;inviato speciale&#8221;. Tiziano Terzani è morto il 28 luglio 2004, nella valle di Orsigna.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/mataego.wordpress.com/23/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/mataego.wordpress.com/23/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mataego.wordpress.com/23/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mataego.wordpress.com/23/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mataego.wordpress.com/23/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mataego.wordpress.com/23/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mataego.wordpress.com/23/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mataego.wordpress.com/23/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mataego.wordpress.com/23/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mataego.wordpress.com/23/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mataego.wordpress.com/23/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mataego.wordpress.com/23/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mataego.wordpress.com/23/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mataego.wordpress.com/23/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mataego.wordpress.com/23/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mataego.wordpress.com/23/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mataego.wordpress.com&amp;blog=2310155&amp;post=23&amp;subd=mataego&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Un sacco di palline colorate&#8230;ma leggete sotto cosa ho scoperto, sono in vendita!!</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jan 2008 18:07:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mataego</dc:creator>
				<category><![CDATA[succede oggi in Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Su www.ebay.it le famose palline lanciate da Cecchini stanno già diventando un cult MILANO &#8211; A poche ore dallo spettacolo di colori nella centralissima piazza di Spagna a Roma, le palline di plastica colorate lanciate da Graziano Cecchini sono già delle star&#8230; e non vi era alcun dubbio che sarebbero presto apparse su eBay.it! Già [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mataego.wordpress.com&amp;blog=2310155&amp;post=21&amp;subd=mataego&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://mataego.wordpress.com/2008/01/20/un-sacco-di-palline-coloratema-leggete-sotto-cosa-ho-scoperto-sono-in-vendita/"><img src="http://img.youtube.com/vi/C2jnQOhsNu0/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p align="justify"><b>Su www.ebay.it le famose palline lanciate da Cecchini stanno già diventando un cult</b></p>
<p align="justify">MILANO &#8211; A poche ore dallo spettacolo di colori nella centralissima piazza di Spagna a Roma, le palline di plastica colorate lanciate da Graziano Cecchini sono già delle star&#8230; e non vi era alcun dubbio che sarebbero presto apparse su eBay.it!</p>
<p align="justify">Già da ieri i perspicaci utenti si stanno sfidando a colpi di aste! Nel pomeriggio il più veloce è stato un venditore di Roma che a poche ore dal lancio si è precipitato a casa a vendere le palline su eBay.it. La sua inserzione delle 14:55 ottiene il primato di velocità…ma anche di valore: ben 50 euro come prezzo di partenza! Il venditore promette addirittura un&#8217;elegante confezione per ogni pallina venduta.</p>
<p align="justify">Soltanto 2 ore separano la prima inserzione dalla seconda. Alle 16:11 un altro utente ha messo in asta la sua unica pallina rossa recuperata: &#8220;di un rosso acceso che infonde positività&#8221; sottolinea l&#8217;inserzione.</p>
<p align="justify">Ma c&#8217;è chi da Piazza di Spagna ieri se ne è andato via con i sacchi! Un utente ben organizzato questa mattina ha messo in vendita il suo bottino: ben 38 palline a partire da 1 euro….e le offerte stanno già lievitando!</p>
<p align="justify">Le stranezze su eBay.it davvero non mancano mai e nello spazio Incredibile ma eBay!, dove gli utenti segnalano, commentano e votano gli oggetti più stravaganti e divertenti del sito, le famose palline romane stanno già ricevendo i primi voti e chissà se riusciranno a raggiungere la top ten della classifica virtuale!</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/mataego.wordpress.com/21/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/mataego.wordpress.com/21/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mataego.wordpress.com/21/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mataego.wordpress.com/21/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mataego.wordpress.com/21/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mataego.wordpress.com/21/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mataego.wordpress.com/21/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mataego.wordpress.com/21/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mataego.wordpress.com/21/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mataego.wordpress.com/21/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mataego.wordpress.com/21/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mataego.wordpress.com/21/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mataego.wordpress.com/21/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mataego.wordpress.com/21/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mataego.wordpress.com/21/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mataego.wordpress.com/21/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mataego.wordpress.com&amp;blog=2310155&amp;post=21&amp;subd=mataego&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Indro Montanelli</title>
		<link>http://mataego.wordpress.com/2008/01/15/indro-montanelli/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 19:35:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mataego</dc:creator>
				<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>

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		<description><![CDATA[Da quando Indro Montanelli è scomparso la sua mancanza all&#8217;interno della cultura italiana si nota in maniera importante; il ricordo della sua presenza sanguigna e amante della verità riacutizza sempre più il dolore per la sua perdita. Montanelli era, oltre un cane sciolto, un personaggio incapace di aderire ai luoghi comuni più conclamati, l&#8217;ultimo vero [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mataego.wordpress.com&amp;blog=2310155&amp;post=20&amp;subd=mataego&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://mataego.files.wordpress.com/2008/01/montanelli.jpg?w=500" alt="Indro Montanelli" /></p>
<p align="justify">Da quando Indro Montanelli è scomparso la sua mancanza all&#8217;interno della cultura italiana si nota in maniera importante; il ricordo della sua presenza sanguigna e amante della verità riacutizza sempre più il dolore per la sua perdita.</p>
<p align="justify">Montanelli era, oltre un cane sciolto, un personaggio incapace di aderire ai luoghi comuni più conclamati, l&#8217;ultimo vero inviato d&#8217;assalto, un esempio di quel tipo di giornalismo che sembra ormai scomparso, quello che produceva storia nel suo farsi.</p>
<p align="justify">Nato il 22 aprile 1909 a Fucecchio, un paesino a metà strada tra Pisa e Firenze, a sentire quanto disse lui stesso crebbe con la passione del giornalismo scritta nel sangue.</p>
<p align="justify">Dopo aver conseguito due lauree, una in giurisprudenza e l&#8217;altra in scienze politiche, emigra in Francia dove assunto da &#8220;Paris Soir&#8221; inizia la sua carriera come reporter. Cresciuto e plasmato però sotto l&#8217;egida del fascismo nel 1935 decide di partire e arruolarsi nel ventesimo battaglione eritreo, esperienza raccontata in un diario pubblicato e recensito in Italia in maniera entusiastica da Ugo Ojetti (un mostro sacro della carta stampata purtroppo caduto nel dimenticatoio). Questa del diario è ancora la fase dello &#8220;scrittore&#8221; Montanelli, in cui però già si intravede già la stoffa del grande testimone.</p>
<p align="justify">Intanto si reca in Spagna per il &#8220;Messaggero&#8221;, dove nei suoi resoconti si esprime senza peli sulla lingua contro il regime. Un atteggiamento che non può piacere al regime nostrano che ne ordina il rimpatrio, espellendolo non solo dal partito ma anche dall&#8217;albo professionale. Come contropartita, forse nell&#8217;illusione di addomesticarlo, viene mandato da Bottai a dirigere l&#8217;Istituto italiano di cultura in Estonia per un anno. Tornato in Italia, gli viene riconsegnata la tessera di giornalista, ma rifiuta di richiedere quella del Partito fascista.</p>
<p align="justify">E&#8217; in questo momento storico che nella vita di Montanelli si affaccia il &#8220;Corriere della sera&#8221;, il quotidiano diventato poi per lui una sorta di seconda casa. L&#8217;allora direttore Aldo Borelli memore del contenuto e dello stile del famoso &#8216;Diari&#8217;, e consapevole delle qualità ormai dimostrate dal giovane inviato, lo vuole caparbiamente con sé nella sua scuderia. Mai intuizione si è rivelata più azzeccata, se è vero che il legame fra Montanelli e il quotidiano di via Solferino si è succeduto, pur con alti e bassi, per più di quaranta anni.</p>
<p align="justify">In seguito numerose sono state le testimonianze rese da questo acuto osservatore in una serie di reportages divenuti memorabili e che lo hanno innalzato al rango di principe del giornalismo.<br />
E&#8217; in Germania quando il Terzo Reich avanza verso Danzica e parla con Adolf Hitler in persona.<br />
Poi va in Finlandia e Norvegia, e proprio le corrispondenze sul conflitto russo-finlandese lo impongono definitivamente come grande inviato. Nel 1944 finisce in prigione a San Vittore per antifascismo e viene condannato a morte dai nazisti, ma scampa miracolosamente alla fucilazione per intervento della madre, che riesce a far intercedere per lui l&#8217;allora arcivescovo di Milano, cardinale Ildefonso Schuster (ma questo lo scoprirà lui stesso solo qualche decennio dopo). La prigionia gli suggerisce uno dei suoi libri più belli, &#8220;Il generale Della Rovere&#8221;, che tradotto in film da Roberto Rossellini riceverà il Leone d&#8217;oro a Venezia.</p>
<p align="justify">Uscito da S. Vittore si rifugia in Svizzera ma finita la guerra, torna al &#8220;Corriere della sera&#8221; come inviato. Tra i primi a giungere nella Budapest insorta, Montanelli scrisse che non si trattava di ribelli borghesi, ma di &#8220;comunisti antistalinisti&#8221;, un&#8217;affermazione che gli attirerà gli strali della sinistra italiana.</p>
<p align="justify">Dalle colonne del Corriere il gran toscano ha giudicato negli anni l&#8217;Italia e gli italiani secondo un modello interpretativo che era stato proprio di alcuni suoi maestri come Prezzolini, il più ricordato e forse il preferito (anche per via di alcune affinità caratteriali). Ma il giornalista, pur fustigando da par suo tutti i difetti della gente italica e del suo stile, è sempre rimasto legato alla sua terra, testimoniando negli anni indiscutibile fedeltà ed attaccamento sentimentale.</p>
<p align="justify">Dopo le amarezze subite per via della conduzione orientata a sinistra del Corriere negli anni &#8217;70, quando direttore era Piero Ottone, un Corriere che ormai il vecchio Indro non riconosceva più come suo, nel 1974 fondò con l&#8217;ausilio di alcuni colleghi e fuoriusciti del Corriere il &#8220;Giornale Nuovo&#8221;, oggi conosciuto semplicemente come il &#8220;Giornale&#8221; (ma solo qualche anno fa chiamato ancora familiarmente &#8220;Il Giornale di Montanelli&#8221;).<br />
E&#8217; la stagione del terrorismo, delle Br e anche Montanelli subisce un&#8217;attentato, per fortuna non mortale: gli sparano alle gambe il 2 giugno del 1977, accanto ai giardini di via Palestro, a Milano. La sua vecchia &#8220;casa&#8221;, il Corriere, nel darne la notizia non lo nomina neanche ma si limita a dedicargli una colonnina con l&#8217;indegno titolo di &#8220;Gambizzato un giornalista&#8221;.</p>
<p align="justify">Partito bene, con gli anni, però, anche il Giornale cominciò a perdere copie, entrando in un&#8217;insanabile crisi economica. Il quotidiano fu così rilevato da Silvio Berlusconi, che lo portò di nuovo ad alti livelli. Ma con la discesa in campo sul terreno della politica dell&#8217;imprenditore milanese vennero alla luce alcuni contrasti fra quest&#8217;ultimo e il grande giornalista circa la linea editoriale. L&#8217;anarchico Indro mai e poi mai avrebbe potuto piegarsi ad un diktat, da qualsiasi parte venisse, e così, all&#8217;alba degli ottant&#8217;anni decise di buttarsi nella direzione di un nuovo quotidiano &#8220;La Voce&#8221;, espressione di una destra liberale e anticonformista.</p>
<p align="justify">Purtroppo, nonostante le premesse, il risultato non fu dei migliori. &#8220;La Voce&#8221; chiuse ufficialmente il 12 aprile del 1995. A quel punto prima decise di collaborare con la rete tv TMC, non senza continuare a pubblicare sapidi editoriali sul Corriere, poi, con l&#8217;invenzione de &#8220;La stanza di Montanelli&#8221;, una rubrica basata sul dialogo con i lettori, decise di tornare alla grande al centro del dibattito politico e storico. Prima della Stanza l&#8217;allora direttore Paolo Mieli con un gesto che lo stesso Montanelli disse di non aver mai dimenticato, gli offrì la direzione del Corriere al posto suo, ma Indro forse ormai stanco preferì la formula più rilassata della posta dei lettori.</p>
<p align="justify">Il grande giornalista si è spento domenica 22 luglio 2001 all&#8217;età di 92 anni, dopo essere stato ricoverato per tre settimane in una clinica di Milano in seguito ad un malore.<br />
Memorabile è rimasto il suo necrologio-epitaffio scritto di suo pungno nello stile asettico che gli era proprio quando parlava di se stesso ma per ciò stesso altamente commovente.</p>
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